Per esempio, puoi chiedere a Metnos: «Che cosa contiene il file
Metnos_Prospettive_Estese_v1.html?»
Il Tutor risponde alle domande su Metnos prima che intervenga il pianificatore operativo. Formula la risposta a partire da fonti ammesse e può aggiungere osservazioni correnti. Non può scegliere liberamente gli executor e non esegue le azioni richieste dall'utente.
Il primo passaggio distingue una spiegazione, un'osservazione reale, un'azione che modifica lo stato, una richiesta mista oppure un'intenzione non abbastanza chiara. Una spiegazione può entrare nel Tutor. Un'osservazione vi entra soltanto quando una vista registrata copre per intero i dati richiesti; negli altri casi prosegue nel normale motore di Metnos.
La forma grammaticale non basta. «Mostrami la pagina Servizi» chiede di spiegare una parte dell'interfaccia; «mostrami i file presenti nella mia cartella» chiede invece dati reali. Il bersaglio della domanda, non il solo verbo, decide il percorso.
Quando la domanda contiene il nome esatto, il percorso relativo o l'indirizzo canonico di una pagina presente nell'inventario pubblico, il runtime riconosce l'identità della fonte prima della classificazione. Il confronto non è una ricerca per somiglianza: è una corrispondenza con il catalogo pubblicato, senza distinzione fra maiuscole e minuscole.
| Richiesta | Esito |
|---|---|
«Che cosa contiene Metnos_Prospettive_Estese_v1.html?» | Il Tutor vincola il recupero a quel documento e ne riassume il contenuto. |
«Riassumi docs/it/Metnos_QuickTour.html» | Il percorso identifica una fonte pubblicata; la risposta cita soltanto sezioni di quella pagina. |
«Cancella Metnos_Prospettive_Estese_v1.html» | Il nome è riconosciuto, ma l'intenzione è operativa: la richiesta non viene sottratta al motore. |
«Che cosa contiene appunti_privati.html?» | Il nome non appartiene alla documentazione pubblicata; resta una normale richiesta riguardante un file. |
Se lo stesso nome appartiene a più traduzioni, la lingua corrente risolve la
corrispondenza. Se l'identità resta ambigua, il controllo si arresta senza
indovinare. Un percorso esplicito esterno alla pubblicazione, per esempio
/tmp/nome.html o C:\Users\...\nome.html, resta un
percorso dell'utente e non viene ridotto al solo nome. La parola «file»,
da sola, non è un segnale documentale.
Il catalogo del Tutor viene compilato e firmato nell'installazione di Metnos.
Il compilatore legge direttamente la directory locale docs/: non
scarica le pagine da metnos.com, che è soltanto la destinazione di
pubblicazione. Il catalogo comprende:
Non comprende file personali, messaggi, calendari, conversazioni, registri di esecuzione, roadmap interne o note di sviluppo. Le roadmap pubbliche e indicizzabili sono invece documentazione come le altre pagine del sito. L'autorizzazione viene applicata prima che il testo raggiunga il modello. Se una fonte non è visibile alla persona che pone la domanda, non può contribuire alla risposta.
I documenti lunghi sono divisi in sezioni. Una corrispondenza semantica sceglie le sezioni pertinenti; quando è stata riconosciuta l'identità di un documento, la somiglianza serve soltanto a ordinare le sezioni di quella stessa fonte. Il modello compone il testo finale, ma non può introdurre capacità, permessi o fatti che le fonti non attestino.
Anche i manifest hanno una struttura. Il contratto completo di un executor descrive l'operazione; le schede dei singoli argomenti ne precisano parametri e limiti. Quando entrambe le fonti sono pertinenti, il contratto completo viene prima e le schede degli argomenti lo completano. Questa precedenza deriva dal tipo di fonte, non da un elenco di domande o da eccezioni scritte per uno specifico dominio.
Per confrontare letture e modifiche, il Tutor può unire il manifest dell'executor con il censimento pubblico della reversibilità. Deve distinguere tre casi: un'azione che può essere annullata, una modifica senza un ripristino affidabile e un'operazione di sola lettura o calcolo per la quale non esiste nulla da ripristinare. Non deduce mai l'inverso dal nome dell'executor.
Alcune domande non chiedono soltanto che cosa una pagina dovrebbe mostrare, ma che cosa sta mostrando in questo momento. Una fonte firmata può allora richiamare una sonda di sola lettura registrata dal runtime. Un classificatore può scegliere soltanto l'identificatore di una vista ammessa; il registro associa quella vista a una sola sonda e a una proiezione precisa dei dati. Il modello che scrive la risposta non può scegliere la sonda né inventarne gli argomenti.
La vicinanza di argomento non basta. Il runtime prima propone una vista, poi verifica di nuovo che quella sola vista comprenda ogni fatto richiesto e infine la confronta semanticamente con tutte le altre viste visibili. Deve essere la scelta più pertinente con un margine sufficiente. Se uno dei controlli fallisce, il Tutor si ritira e la richiesta passa al normale executor di lettura. Per esempio, «Controlla se c'è posta metnos» usa la casella di posta: non viene gestita mediante lo stato dei servizi.
I controlli preliminari condividono un tempo massimo breve, così una richiesta operativa non resta in attesa del Tutor. Dopo l'ammissione della vista, la sonda di sola lettura e la composizione possono usare il tempo complessivo del turno. Se il controllo è occupato, oppure la vista o il compositore non restituiscono un esito valido, la richiesta prosegue nel motore normale: un aiuto facoltativo non diventa un errore HTTP e non sottrae il turno al pianificatore.
Per una lingua appena aggiunta, una vista può usare temporaneamente il contratto inglese come fonte di ripiego. Il compositore riceve comunque la lingua corrente dell'istanza: la lingua della fonte non determina quella della risposta.
| Osservazione | Ambito | Protezione |
|---|---|---|
| executor ammessi, ciclo di vita e provenienza | amministratore dell'istanza | nessun percorso o dettaglio dei rifiuti |
| salute dei servizi | amministratore dell'istanza | nessun endpoint, PID o nome di unità esposto al modello |
| salute e causa dello scheduler | amministratore dell'istanza | stato del ciclo e diagnosi limitata; nessun testo delle attività o risultato delle esecuzioni |
| dispositivi registrati e raggiungibilità | solo i dispositivi posseduti dall'utente | chiavi, impronte e profili restano esclusi |
| attività programmate e ultime esecuzioni | solo l'attore autenticato | testo delle richieste e risultati delle esecuzioni restano esclusi |
Ogni osservazione dichiara l'istante, la scadenza, la versione della fonte e
uno stato fra ok, partial, stale e
unavailable. Le dimensioni, il tempo di attesa e la durata in memoria
sono limitati. Un dato scaduto o incompleto viene indicato come tale; non diventa
mai, per omissione, uno stato sano.
Lo scheduler v2 vive nel processo HTTP: non è un servizio systemd
separato. La sonda ne osserva direttamente il loop e distingue
running, degraded, failed e
stopped. Un'attività fallita non rende inattivo lo scheduler, così
come un periodo senza esecuzioni non dimostra che il motore sia fermo. Se la
domanda presuppone erroneamente un guasto, il Tutor corregge la premessa; indica
una causa soltanto quando l'osservazione corrente la attesta.
Puoi chiedere: «Quali servizi sono attivi e a che cosa servono?»
Oppure: «Perché lo scheduler risulta fermo?»
Una domanda può contenere una parte informativa e una parte operativa:
«Spiegami la pagina Servizi e poi cerca README.md». Se le due
clausole sono separabili senza riscriverle, il Tutor:
La conferma è legata all'utente, alla conversazione, alla versione del catalogo e a una scadenza. Può essere usata una sola volta. Se nel frattempo la conoscenza di sistema cambia, i dati non coincidono o la conferma è già stata consumata, nessuna operazione viene avviata. Dopo la conferma si applicano gli stessi controlli di qualunque nuovo turno: pianificazione, Vaglio, autonomia, consensi ed executor.
Un dialogo già aperto non viene sostituito. Se la separazione delle clausole non è sicura, Metnos chiede di formulare separatamente spiegazione e azione.
Per esempio: «Come si archiviano le email? Archivia anche quelle di ieri».
Il Tutor spiega l'operazione attestata dal manifest di
move_messages, conserva senza riscriverla la clausola
«Archivia anche quelle di ieri» e chiede il consenso. Solo dopo la conferma
la clausola passa al normale motore, che applica contesto, pianificazione,
autonomia e consensi. La risposta resta limitata alle procedure attestate dalle
fonti.
I pulsanti di riscontro della chat possono rendere più preciso il recupero per la stessa persona. Un riscontro positivo associa la rappresentazione della domanda alla fonte primaria effettivamente usata; un riscontro negativo rimuove l'eventuale associazione e registra una lacuna tipizzata.
Questo apprendimento ha confini stretti:
Le lacune sono raggruppate per causa e vicinanza semantica senza ricostruire il testo originario. Un controllo controfattuale verifica che le associazioni rimaste puntino ancora a fonti presenti e immutate. Il Tutor non pubblica da solo nuova documentazione e non trasforma la propria prosa in una prova.
Il recupero preferisce la lingua corrente per ogni concetto e usa l'inglese come ripiego quando manca una traduzione. La lingua della risposta è un dato esplicito: non viene scelta dalla lingua della fonte o dell'istruzione usata dal modello.
Le stesse domande possono essere poste nella chat web o su Telegram. Quando la risposta indica una pagina di Settings, il percorso si riferisce alla chat web dell'istanza; Telegram può mostrarne le istruzioni e il collegamento, ma non incorpora l'interfaccia amministrativa.
Ogni modifica a una fonte ammessa cambia l'impronta del materiale usato per costruire il catalogo. Il compilatore prepara una nuova versione completa, ne verifica schema, vettori e firma e soltanto allora la sostituisce al catalogo corrente con un'unica operazione. I vettori delle unità immutate possono essere riutilizzati, ma una versione parziale non viene mai ammessa.
Se il recupero non trova alcuna fonte ammissibile, il Tutor non risponde e lascia la richiesta al normale motore. In quel caso l'unica cosa stabilita è che un classificatore ha letto la domanda come esplicativa, e chiudere il turno su quella sola lettura nasconderebbe dietro una supposizione ciò che il motore sa fare. Se invece le fonti ci sono e non bastano a comporre una risposta, il Tutor dichiara una lacuna: è un buco del corpus, non una domanda letta male. Se falliscono il catalogo, il modello di rappresentazione o la composizione, segnala l'indisponibilità tecnica. In nessuno di questi casi una domanda informativa viene trasformata per errore in un'azione.