← Indice documentazione docs › quick tour & survival kit

Metnos

Quick tour & Survival kit — l'assistente di casa, da fuori e da dentro
Un maggiordomo digitale che vive a casa vostra, risponde al telefono e al terminale, e chiede permesso prima di fare cose importanti. Qui: cos'è, come si parla con lui, come cresce, come si comincia.
v1.1 — 23 aprile 2026

In questa pagina

  1. Cos'è Metnos, in una frase
  2. Sette scene dalla vita reale
  3. Dove vive e come gli parli
  4. Cosa succede quando scrive "posso?"
  5. La sua memoria: cosa ricorda e cosa no
  6. Come cresce: nuovi strumenti quando servono
  7. Cosa sa fare, cosa non farà mai
  8. Come si inizia: installazione, giorno 1, comandi essenziali
  9. Glossario minimo

1. Cos'è Metnos, in una frase

Metnos è un assistente che vive su un mini-computer in casa,
parla tramite Telegram e da terminale,
e sa fare cose al posto vostro chiedendo permesso quando serve.

Pensate a un maggiordomo che sta in cucina 24 ore su 24. Non esce di casa senza chiedervelo, non spende soldi senza avvertirvi, non cancella niente che non vi abbia fatto vedere prima. Ma se gli chiedete "scarica l'allegato della mail di ieri e mettilo in Documenti", lo fa, e dice "fatto".

Non è un chatbot. Un chatbot risponde a domande. Metnos agisce: scarica file, legge mail, scrive appunti, controlla il calendario, riepiloga conversazioni. Risponde anche a domande, certo, ma la sua ragion d'essere è fare piccole cose al vostro posto.

2. Sette scene dalla vita reale

Il modo più rapido per capire cosa fa è guardare qualche esempio. Le prime tre sono reattive (voi chiedete, lui risponde); le tre centrali mostrano le cose più interessanti — quando agisce da solo a orari stabiliti, quando delega a un altro agente di casa, quando si costruisce uno strumento nuovo. La settima è la più lunga: mostra come il sistema, nel tempo, si accorge di cosa gli manca e propone di crescere in quella direzione.

Scena 1

"Riassumi le mail di oggi"

Roberto apre Telegram dal treno. Scrive al suo bot Metnos:

“Ciao, dammi il riassunto delle mail di oggi importanti”

Metnos legge l'inbox, scarta lo spam, raggruppa le mail per mittente e per priorità, e risponde con 4-5 righe: "3 mail oggi: (1) avvocato ti chiede il documento entro venerdì, (2) banca conferma bonifico, (3) tua sorella sul pranzo di domenica. Vuoi che risponda a uno di questi?"

Nessuna approvazione richiesta: leggere mail è considerato "sicuro" (Metnos non modifica nulla, non invia nulla).

Scena 2

"Rispondi tu all'avvocato"

Roberto, sempre dal treno:

“OK rispondi tu all'avvocato, digli che invio il documento entro giovedì”

Metnos compone la bozza, poi prima di inviare chiede conferma mostrando il testo esatto:

✋ Posso inviare?
A: [email protected]
Testo: Buongiorno avvocato, confermo che invierò il documento entro giovedì 24 aprile. Cordiali saluti, Roberto.

[ Sì, invia ] [ Aspetta, modifichiamo ] [ No, lascia perdere ]

Roberto tocca "Sì, invia", la mail parte. Due secondi dopo: "Fatto. Consegnata alle 11:34."

Scena 3

"Ricordati che domani è il compleanno di mamma"

Roberto, in cucina, dice al terminale:

“Domani è il compleanno di mamma. Scrivilo dove serve.”

Metnos aggiorna il calendario (con approvazione), aggiunge una nota in MEMORY ("il compleanno di mamma è il 23 aprile"), e la mattina successiva manda un messaggio su Telegram: "Oggi compleanno di mamma. Vuoi che ti ricordi di chiamarla nel pomeriggio?"

Memoria di lungo termine: l'anno prossimo, stesso giorno, saprà già.

Scena 4

"Ogni domenica alle 9, riassumimi la settimana"

Roberto, un sabato sera, scrive una volta sola a Metnos:

“Da ora in poi, ogni domenica mattina alle 9, mandami su Telegram un riassunto della settimana: mail importanti non risposte, scadenze nei 7 giorni, spese notevoli, cose che avevo promesso di fare.”

Metnos conferma: "Ok, ho messo un promemoria ricorrente. La prima volta è domenica 26 aprile. Se voglio provare ora?".

La domenica successiva, alle 9:02, arriva un messaggio spontaneo:

☕ Buongiorno. Riassunto settimana 20–26 aprile
Mail non risposte: avv. Rossi (documento lunedì), cugino Luca (battesimo)
Scadenze prossime: bolletta luce 29/4, visita medica 2/5
Spese notevoli: €312 hardware casa (mer 23)
Promesse da chiudere: prenotare hotel Roma, chiamare mamma

Vuoi che ti prepari bozze di risposta per le due mail?

Azione proattiva: Metnos si è svegliato da solo, ha lavorato in background, vi ha trovato. La cosa è possibile perché al momento della richiesta iniziale avete dato via libera per questa specifica attività ricorrente. Niente arriva spontaneo senza che gli abbiate detto sì almeno una volta.

Scena 5

"Chiedi alla casa se la lavatrice è finita"

Sabato pomeriggio, Roberto dalla poltrona:

“Senti la casa, dille di controllare se la lavatrice al piano di sotto ha finito il ciclo, e se sì di avvisarmi quando torno in cucina.”

Qui succede una cosa interessante: Metnos non controlla lui la lavatrice. La domotica di casa (sensori, interruttori, elettrodomestici) è compito di un altro agente — l'assistente domotico — che vive sullo stesso mini-computer e parla con la rete di casa. Metnos delega:

Metnos → casa: "status lavatrice_bagno"
casa → Metnos: "ciclo terminato alle 14:07, consumo 0.42 kWh"
Metnos → casa: "notificami presenza_cucina(roberto)"
Metnos → Roberto: "La lavatrice ha finito alle 14:07.
Ti avviserò quando rientri in cucina."

Principio generale: Metnos non riscrive mezza casa digitale. Lavora con gli altri agenti specializzati che già ci sono. L'assistente domotico per la voce e i sensori, Metnos per mail, file, appuntamenti. Si parlano tramite un protocollo comune, come due colleghi in azienda.

Scena 6

"Fammi uno script che ordina le foto per data"

Roberto ha 2.400 foto scaricate dal telefono in ~/Immagini/raw/, nomi tipo IMG_4812.JPG, date solo nei metadati EXIF. Chiede:

“Nella cartella Immagini/raw ho 2.400 foto. Mettile in sottocartelle 2025-03, 2025-04, ... in base alla data di scatto. Non toccare l'originale: copiale.”

Metnos capisce che serve uno script, lo scrive (Python + exifread), e prima di eseguirlo vi mostra:

✋ Posso eseguire?
Script: ~/Immagini/.myclaw/sort_by_date.py (42 righe)
Cartella sorgente: ~/Immagini/raw/ (read-only)
Cartella destinazione: ~/Immagini/ordinate/ (nuova, da creare)
Operazione: copia, non sposta né cancella
Sandbox: supervised (no rete, no altri path)

[ Sì, esegui ] [ Fammi vedere lo script ] [ Annulla ]

Roberto clicca "Sì", lo script gira dentro una sandbox (non può toccare altro che quelle due cartelle, non può andare su internet), e 90 secondi dopo: "Fatto. 2.403 foto copiate in 18 sottocartelle da 2023-01 a 2026-04. Le originali sono intatte.".

Cosa è importante qui: Metnos non ha "un comando per ordinare foto". Ne ha scritto uno al momento, sotto la supervisione della sandbox, per quella singola richiesta. Se domani gli chiederete di fare lo stesso su un'altra cartella, può riusare lo script; se le foto fossero in formato diverso, ne scriverà un altro.

Scena 7

"Queste foto… le ho già viste"

Settimane dopo la scena 6, Roberto comincia a fare domande sulle foto ordinate. Non più "mettile in cartelle", ma cose come:

“Dammi le foto delle vacanze a Corfù”
“Trova le foto con mamma”
“Quali sono del matrimonio di Luca?”

Metnos fa quello che può: cerca nei metadati EXIF (geotag, date), scrive piccoli script al volo, a volte ci arriva, a volte no — le richieste sul contenuto visivo (chi c'è dentro, dove è stata scattata senza geotag, di che tipo di evento si tratta) gli sfuggono. Non ha uno strumento per vedere le foto, solo per leggerne i metadati. Non fallisce rumorosamente: ammette il limite, prova una strada alternativa, e spesso ti risponde "non so".

Passano cinque settimane. Un sabato sera, spontaneamente, Roberto riceve un messaggio:

📷 Una proposta, se ti va.
Nelle ultime cinque settimane mi hai chiesto 12 volte cose sulle foto che non so risolvere con i metadati: riconoscimento del luogo da indizi visivi, persone presenti, tipo di evento. Ogni volta ho fatto quello che ho potuto, ma ho anche segnato la mancanza.

Il pattern ora è abbastanza chiaro. Posso proporti due strumenti nuovi:
  • uno per riconoscere volti ricorrenti (dopo che mi dirai, una volta sola, chi è chi nelle prime 30 foto);
  • uno per classificare il luogo da indizi visivi (mare, montagna, interno, strada).

Ti mando le bozze giovedì, così decidi. Se non ti convincono, le scarto.

Cosa è successo qui: Metnos, ogni volta che ha incontrato una richiesta senza strumento adatto, ha registrato il vuoto come un tentativo rimasto a metà. Dodici tentativi dello stesso tipo in contesti coerenti sono stati abbastanza per decidere che valeva la pena chiudere la lacuna. La proposta non viene dall'alto — nasce dalle tue richieste. Il sistema cresce nella direzione in cui tu, settimana dopo settimana, lo hai tirato. Ma non cresce da solo: le bozze vengono al tuo giudizio prima di diventare esecutori reali. Il capitolo 6 racconta come funziona questa crescita nel dettaglio.

3. Dove vive e come gli parli

Metnos gira su un mini-computer Ubuntu che sta in casa (nel salotto, in cantina, sotto la TV — non è grosso). Non serve internet per parlargli se siete in casa; serve per le cose che chiedono servizi esterni (Drive, mail).

Ha due volti. Stesso cervello, due superfici.

Il volto da telefono: Telegram

m Metnos (casa) online · sta scrivendo… Dammi il riassunto mail di oggi 10:42 ✓✓ 3 mail oggi: • Avv. Rossi → chiede doc entro venerdì • Banca → conferma bonifico del 20/4 • Sorella → pranzo domenica, ore? Vuoi che risponda a uno di questi? Rispondi all'avv. che invio giovedì 10:43 ✓✓ ✋ Posso inviare questa mail? A: [email protected] "Invio il documento entro giovedì 24 aprile." Sì, invia Modifichiamo No
Figura 1 — Cosa vedete in Telegram. Lo stile è un'app di chat normale: testo, risposte a bolletta, bottoni sotto alle richieste di conferma. Niente comandi da imparare.

Il volto da casa: terminale

Chi ama il computer può parlargli da una finestra di terminale, e vedere quello che sta facendo in tempo reale. Per chi preferisce Telegram, questo non serve mai.

Metnos — terminal roberto@casa ~ $ Metnos "dove ho messo il rapporto di marzo?" ⠋ cerco nei documenti… └─ fs_search ~/Documenti "rapporto marzo" └─ 2 risultati trovati Ho trovato due file: 1. ~/Documenti/lavoro/rapporto_marzo_2026.pdf (2.4 MB, 18/3) 2. ~/Downloads/rapporto-marzo-v2.pdf (1.1 MB, 24/3) Il secondo è più recente. Vuoi che lo apra? roberto@casa ~ $
Figura 2 — Lo stesso cervello, visto da un terminale. Le righe grigie in corsivo mostrano cosa sta facendo Metnos "dietro le quinte": è utile se volete capire, ignorabile se non vi interessa.

Un dialogo tipo da terminale

Scenario: siete al supermercato, volete sapere se il download di un modello avviato ieri sera è finito.

Roberto
è finito il download del modello?
Metnos
Controllo ~/downloads/ e il log di wget. Mi dai un secondo.
(interno)
Policy: "lettura file + log locale" → supervised OK, nessuna approvazione necessaria. Sandbox avviata, profilo read-only.
Metnos
Sì. Scaricati 8.2 GB di 8.2 GB, checksum verificato. Il file è claude-opus-4-7.gguf, finito alle 03:14 di stanotte. Dovrei spostarlo in /opt/models/?
Roberto
(interno)
Policy: spostamento fuori dal workspace → richiede approvazione. Il "sì" appena ricevuto vale come approvazione esplicita.
Metnos
Fatto. mv ~/downloads/claude-opus-4-7.gguf /opt/models/ eseguito, permessi 644. Audit log #1247.

Cosa notate: Metnos spiega cosa sta per fare prima di farlo; non chiede conferma per operazioni di sola lettura; chiede conferma per uno spostamento fuori dal suo spazio di lavoro; annota un numero di audit log, così è sempre possibile risalire a cosa è successo.

4. Cosa succede quando scrive "posso?"

Il pezzo di design più importante, per un utente. Ogni volta che Metnos sta per fare qualcosa che cambia lo stato del mondo (inviare una mail, scrivere un file, spendere soldi), prima si ferma e chiede. Non è un bug: è il suo meccanismo di sicurezza numero uno.

1
Capisce l'intento. Legge il vostro messaggio e decide cosa va fatto (es. "inviare mail a Rossi").
2
Prepara l'azione. Scrive la mail nella sua memoria interna, ma non la invia. Se si tratta di scaricare un file, lo calcola ma non lo scrive ancora.
3
Chiede conferma. Vi mostra cosa farà, dove, e con bottoni "Sì / No / Modifichiamo".
4
Esegue solo dopo "Sì". Se non rispondete entro il tempo giusto (2 minuti su Telegram, 30 secondi da terminale), l'azione scade: non la fa. Niente agisce "di nascosto".
5
Conferma l'esito. Dice "fatto" oppure "fallito, motivo: X". Tutto finisce registrato in un registro a sola scrittura: potete sempre rileggere ieri, la settimana scorsa, sei mesi fa.
Troppi "posso?" vi danno fastidio? Normale. Per cose che rifate spesso, Metnos impara: la prima volta chiede, la seconda chiede con "ok per le prossime volte simili in 30 minuti?" e se dite sì, smette di chiedere per mezz'ora. Se cambia canale (siete davanti al computer invece che al telefono), riparte da zero: contesti diversi = discrezione diversa.

5. La sua memoria: cosa ricorda e cosa no

Metnos ha una memoria a tre strati per le conversazioni e i fatti. Non è magia, sono tre file/tabelle con ruoli diversi.

breve La conversazione in corso "Cosa mi hai appena detto 2 minuti fa?" scompare alla fine della conversazione media Le conversazioni passate "Cosa ho chiesto martedì scorso?" 60 giorni se la cosa non era importante lunga Fatti su di voi "Il compleanno di mamma è il 23/4" per sempre, ma solo con approvazione
Figura 3 — La memoria dei fatti e delle conversazioni. A sinistra, il caldo e volatile; a destra, il freddo e permanente.

Il dettaglio che conta: Metnos non promuove mai da solo un fatto a "memoria lunga". Una volta al giorno (alla sera) propone: "ho notato che oggi parlavi spesso dell'avvocato Rossi: lo salvo come tuo contatto abituale?". Voi dite sì o no. La memoria lunga si costruisce così, non surrettiziamente.

E c'è una quarta memoria, meno visibile. Oltre ai fatti sul mondo, Metnos tiene traccia di come lavora: quali strumenti ha usato insieme e con che esito, e — cosa più interessante — quali tentativi sono rimasti a metà perché gli mancava lo strumento giusto. Questa seconda memoria non serve a ricordarsi di voi: serve al sistema per capire dove deve crescere. Il capitolo 6 la usa; il Dialogo sugli executor e sulla memoria distribuita la racconta per intero.

6. Come cresce: nuovi strumenti quando servono

Metnos non nasce "onnisciente". Nasce con una cassetta degli attrezzi limitata, e impara ad ampliarla — sempre sotto il vostro controllo, mai di nascosto.

Gli strumenti nella cassetta hanno un nome proprio: si chiamano executor. Un executor è uno script semplice che fa una cosa sola (archiviare una fattura, estrarre testo da un PDF, rinominare un file secondo i suoi metadati). Invocato, fa la sua cosa; non invocato, resta fermo. Non impara, non cambia dentro di sé — l'intelligenza non vive lì.

L'intelligenza di crescita vive in un'altra parte del sistema: un pezzo specializzato che sa scrivere nuovi executor quando servono. Io lo chiamo Synthesizer, o synt per brevità. Il synt non lavora nel vuoto: lavora su evidenza raccolta. Il ciclo è questo:

1
Prova con gli strumenti che ha. Se un compito fallisce o richiede troppi passaggi manuali, se ne accorge.
2
Tiene traccia dei tentativi rimasti a metà. Ogni volta che c'era un risultato che avrebbe voluto passare a qualcosa, ma nessun executor era adatto, il sistema segna l'assenza. Non agisce, per ora: registra.
3
Propone un executor nuovo quando l'evidenza si consolida. Dopo che la stessa assenza ricorre abbastanza volte in contesti coerenti (pensate alla scena 7: dodici richieste simili sulle foto), il synt redige una bozza e ve la presenta.
4
Voi decidete. Sì, no, modifica. Se sì, l'executor nasce, viene testato in sandbox, e dal momento dopo è nella cassetta. Se no, il synt lo dimentica. L'iniziativa è sua, il controllo è vostro.
5
Quelli che non servono più invecchiano. Executor che nessuno chiama da mesi vengono proposti per l'archiviazione, con una breve spiegazione ("ha funzionato 3 volte, l'ultima a gennaio, ora sembra superato da X"). Non scompaiono bruscamente — vengono ritirati con una nota, e voi potete richiamarli se tornano utili.
Perché è interessante. La crescita di Metnos non è pilotata dal designer (io), e non è pilotata dall'utente (voi) che chieda esplicitamente nuovi strumenti. È pilotata dall'uso reale che il sistema ha fatto finora: dalle lacune che si sono accumulate perché voi, giorno dopo giorno, gli avete chiesto cose. Il sistema cresce nella direzione in cui è stato tirato, mai in una direzione che non sia già stata sollecitata. Due installazioni Metnos, in due case diverse, dopo sei mesi non hanno la stessa cassetta degli attrezzi.

Per il meccanismo tecnico completo — come si misurano le lacune, come il synt sceglie cosa proporre, come si decide quando archiviare — vedi il Dialogo sugli executor e sulla memoria distribuita.

7. Cosa sa fare, cosa non farà mai

✓ Cose che sa fare (o saprà fare presto)

✗ Cose che non farà mai (o non ancora)

Le 4 Leggi. Metnos opera sotto 4 regole che non può riscrivere da solo: (0) resta nel perimetro deciso, (1) non fare male, (2) obbedisci solo a istruzioni consapevoli, (3) lascia sempre traccia di tutto. Sono scritte in un file firmato digitalmente: se qualcuno lo altera, Metnos non parte. È la cintura di sicurezza del sistema.

8. Come si inizia: installazione, giorno 1, comandi essenziali

I pezzi dell'installazione

La partenza reale richiede un pomeriggio. I pezzi sono:

  1. Il mini-computer. Un Intel N100 da ~150 euro è più che sufficiente. Silenzioso, consuma 6-8 W.
  2. Ubuntu + installer. Un installer guidato configura tutto (la parte da utente finale è solo rispondere a due-tre domande).
  3. Primo accoppiamento Telegram. Si scansiona un codice dal cellulare, e il cellulare viene "appaiato" al vostro mini-computer. Tutto resta in famiglia: Telegram serve come canale, non come cervello.
  4. I primi tre file di personalizzazione. Un file con chi siete ("mi chiamo Roberto, vivo a X, la mia sveglia è alle 7"), uno con i vostri contatti ("mio avvocato è studio.rossi@…"), uno con cose da sapere ("gli allegati lavoro vanno in ~/Documenti/lavoro/"). Si scrivono in 10 minuti, si modificano in ogni momento.
  5. Modalità principiante. Si parte in "supervised": chiede conferma per tutto. Dopo 10-15 giorni, quando avete preso confidenza, sbloccate "autonomy full" su cose specifiche (es. "puoi leggere mail senza chiedere").
Tempo stimato al primo "wow". Un'ora per l'installazione, un'altra per la prima scena utile (tipicamente "riassumimi le mail"). Le cose interessanti, invece, arrivano dopo 2-3 settimane, quando la memoria ha cominciato a sapere chi siete — e dopo 1-2 mesi, quando il sistema cominciaa a proporre i primi nuovi executor nati dal vostro uso (la scena 7).

Le cinque cose del giorno 1

  1. Chattare dal terminale. Metnos chat apre una sessione testuale locale. È il modo più rapido per parlare con l'agente, di default supervised (chiede conferma per le azioni serie).
  2. Chattare da Telegram. Un bot dedicato, al quale ti colleghi una volta sola via pairing. Dopodiché scrivere al bot equivale a parlare con il tuo mini-computer da qualunque posto.
  3. Far eseguire comandi della shell dentro una sandbox. Esempi: controllare quanto spazio è rimasto, cercare un file nel workspace, rispondere a "qual è l'IP del NAS?".
  4. Leggere e scrivere nel workspace (${METNOS_HOME}/workspace/). Qui l'agente ha mano libera (sempre sandboxata). Fuori dal workspace, serve approvazione.
  5. Automatizzare compiti ripetuti con cron. Esempio: "ogni sera alle 22 riassumimi il log di sistema e mandami un messaggio Telegram se c'è qualcosa di insolito".

Comandi essenziali

ComandoCosa fa
Metnos chatApre una chat interattiva da terminale
Metnos chat --level readonlyChat con autonomy al minimo (utile per test)
Metnos session --level full --for 10mAlza temporaneamente l'autonomy (scade da sola)
Metnos pairing listElenco utenti conosciuti per canale
Metnos pairing approve telegram K7-DELTA-19Approva un nuovo utente Telegram
Metnos pairing revoke telegram @tizioRevoca un utente
Metnos cron listVede i job schedulati
Metnos cron add "22:00" "riassumi log giornaliero"Aggiunge un job
Metnos executor listElenco degli executor disponibili
Metnos proposalsProposte di nuovo executor pendenti (quelle che il synt ha redatto)
Metnos audit tailSegue l'audit log in tempo reale
Metnos audit query --today --action=shellRicerca nell'audit log
Metnos doctorControlla la sanità della config (porte, permessi, hardening)
I comandi qui sopra sono quelli previsti. Nella fase di design non esistono ancora. L'elenco serve a fissare le aspettative della UX.

Dove mettere mani a mano

Tre cartelle sono sotto il vostro controllo diretto e non richiedono approvazione per essere modificate a mano:

DoveCosa modifichiEffetto
${METNOS_HOME}/workspace/ File di personalità (IDENTITY, USER, MEMORY, AGENTS, TELOS) Cambia la personalità/memoria dell'agente. Letto al prossimo messaggio.
${METNOS_HOME}/config/default.yaml Defaults: porta gateway, autonomy di default, cost-cap, rate-limit Richiede restart del gateway.
${METNOS_HOME}/config/secrets.env Token bot Telegram, chiavi provider esterni, ecc. Permessi 600 obbligatori. Restart del gateway.
Metnos non decide quale modello linguistico girare. La scelta vive in un componente di sistema separato (interfaccia LLM), che in ambienti diversi può avere implementazioni diverse. Un solo posto per decidere "quale modello gira in casa": Metnos lo eredita.

9. Glossario minimo

Il glossario completo del progetto — termini tecnici, componenti, progetti di ispirazione, persone e luoghi — vive in un documento dedicato:

→ Apri il Glossario circa 35 voci, alfabetico, con link alle fonti canoniche.

Qualche voce che torna spesso in questo documento:

Executor
Uno strumento nella cassetta di myclaw. Script semplice che fa una cosa sola; invocato, agisce; non invocato, inerte. Nasce cablato al primo giorno, o viene aggiunto dal synt dopo vostra approvazione. (Per il momento, in alcuni doc di questo sito compare ancora il nome precedente — "neurone". Il passaggio di vocabolario è in corso.)
Synthesizer (synt)
La parte di Metnos che sa scrivere nuovi executor quando serve. Lavora su evidenza accumulata (i tentativi rimasti a metà) e produce bozze per la vostra approvazione.
Gateway
Il processo principale di myclaw. Ascolta localmente, gestisce canali, sessioni, cron. È il cuore sempre acceso del sistema.
Canale
Un modo di parlare con myclaw. Terminale, Telegram, in futuro voce (tramite un assistente domotico dedicato).
Autonomy
Il livello di libertà concesso all'agente per la sessione in corso: ReadOnly, Supervised (default, chiede conferma), Full.
Workspace
La "casa" dell'agente: ${METNOS_HOME}/workspace/. File di personalità, memoria, audit log.
Sandbox
Lo spazio limitato dentro il quale girano gli executor: niente rete, niente path fuori da quelli dichiarati, quota di CPU e RAM, timeout. Nessun executor può uscirne.
Assistente domotico
Un agente specializzato su voce, sensori, domotica (wake-word, STT, TTS, MQTT). Vive sullo stesso mini-computer. Metnos non ne assorbe le funzioni: le delega.
Interfaccia LLM
Il livello astratto attraverso cui Metnos accede ai modelli linguistici, senza legarsi a un provider specifico. Rende il sistema provider-agnostic.

Continua a leggere

riflessione · in corso
Dialogo sugli executor e sulla memoria distribuita
Il secondo dialogo galileiano: che cosa ricorda un sistema che non apprende, le cinque fonti di creatività, il tavolo.
fondamenti · 20 min
Architettura — Introduzione v1
Il sistema d'insieme: i quattro strati, il flusso di una richiesta, i tre livelli di autonomia.
estensione · 30 min
Componenti auto-sintetizzate v1
La versione tecnica del tema del capitolo 6: come si costruiscono, come si selezionano, come si archiviano.
home
← Indice documentazione
Tutti i documenti in un colpo solo.

Metnos — Quick tour & Survival kit v1.1 — 23 aprile 2026
Pensato per essere letto in 15-20 minuti da chi non ha mai visto Metnos, o serve da promemoria a chi c'è già dentro.